05/09/2011

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preventivo

11/04/2011

Mutuo Guida

Come fare per scegliere un mututo che sia effettivamente adatto alla nostra capacità di spesa? Come evitare di cadere nella scelta sbagliata e pagarne successivamente le conseguenze?
Noi siamo dell’idea che sia importante capire bene quale mutuo possiamo permetterci, ossia ragionare oculatamente sul capitale da chiedere in prestito e sulla durata della restituzione dello stesso, quindi sul numero delle rate. Ecco alcuni aspetti a cui è fondamentale prestare attenzione e conoscere bene.

Entità della rata.
Innanzitutto è utile sapere che il mutuo che il cliente si appresta ad accendere può coprire fino ad un massimo dell’80% del valore dell’immobile che si vuole acquistare e che ogni rata non può superare il 33%  del suo reddito mensile: quindi il capitale finale che la banca è disposta a condecerci è sicuramente legata al nostro guadagno mensile. Dalla parte nostra c’è la possibilità di poter diluire le rate da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni presso la maggior parte delle banche e, in alcune, addirittura fino a 40 anni. Ma, d’altro canto, non dobbiamo dimenticare che, se aumentando il numero delle rate queste sono più leggere e facili da pagare, c’è comunque lo scotto che sulle stesse maturano, nel complesso, interessi maggiori che dovremmo inevitabilmente saldare alla banca. Quindi ragioniamo anche sul fatto che se abbiamo la possibilità di affrontare rate un po’ più elevate avremo di che guadagnarci grazie al pagamento di interessi minori.

Attenzione ai tassi di interesse.
Sappiate che il tasso a cui dovete prestare buona attenzione è quello specificato nel modulo Esis perché è quello  il tasso  a regime, cioè quello che pagherete per tutta la durata del mutuo.
Quindi leggete bene il modulo Esis che è standardizzato, cioè uguale per tutti gli operatori, ma che diventa personalizzato grazie alle informazioni relative al vostro mutuo (tasso, durata, importo, piano di ammortamento, costi).
Così eviterete di farvi ingannare dai “tassi civetta”  che sono più bassi e spesso pubblicizzati nei fogli informativi, ma che le banche praticano solo nei primi mesi al fine di attirare l’interesse dei clienti.
Sono, comunque, utili anche i fogli informativi sui mutui che tutte le banche hanno a disposizione dei clienti su cui è possibile trovare informazioni un po’ più generiche ma essenziali per iniziare a comparare le diverse offerte.

Il mutuo ideale.
Per arrivare a quale mutuo è meglio per noi, se è preferibile sceglierne uno a tasso fisso o variabile o uno a durata breve o lunga dobbiamo riflettere bene quale può essere la rata massima che saremo in grado di sostenere in base a quello che è il nostro reddito mensile.
Questo è il punto di partenza; comprendere quali sono le nostre esigenze e e cercare di ottenere, tramite un attento confronto dell’offerta, le condizioni migliori.
Dobbiamo valutare ogni aspetto: siamo proprio sicuri che il mutuo migliore sia quello con i tassi di interesse più bassi? Una scelta valida è, senz’altro, quella di orientrci verso un mutuo a tassi fissi, ma se ci risulta difficile ottenerlo non dobbiamo scoraggiarci. Infatti possiamo sempre valutare di sceglierne uno a rata fissa, che rimane sempre dello stesso importo, o quello che stabilisce un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. L’importante è saperlo!

Attenzione al tasso variabile.
Quando, dopo aver deciso per l’accensione del mutuo, state accingendovi alla stipula del contratto con la banca, prestate attenzione al piano di ammortamento che vi viene presentato. Tale piano è, in sostanza, un programma in cui vengono calcolate le rate che dovrete pagare per la restituzione della somma e che vengono ad includere proprio una parte di questa somma e una di interessi che la banca aggiunge. Se il mutuo che avete scelto è a tasso variabile, fate molta attenzione al fatto che gli interessi andranno molto probabilmente crescendo nel tempo facendo aumentare la rata. E questo perché il tasso è mensilmente ricalcolato e aggiornato sulla base delle variazioni riportate dal costo del denaro ed espresse dall’ EURIBOR e non mantenuto fisso sulla base del suo valore al momento della stipula del contratto.

Conoscere i costi del mutuo: attenzione!
Dobbiamo essere ben informati su quali sono i costi reali del mututo che ci stiamo accingendo a comprare. Come fare a conoscerli?
Potete scorpirli andando a leggervi con attenzione il l’Indicatore Sintetico di Costo, chiamato più semplicemente ISC: include tutti i costi effettivi del mutuo perché, oltre agli interessi, tiene conto anche delle voci di spesa che vanno aggiunte a questa. Si tratta delle spese di accensione del finanziamento,  delle spese legate alla prestazione dei periti che devono stimare il valore dell’immobile che il cliente vuole acquistare nonché delle spese notarili. Ma attenzione!
Molte banche ci concederanno un mutuo che copre fino all’80% del valore dell’immobile da comprare a patto che sitpuliamo un’assicurazione vita che garantisca loro comunque il pagamento della somma in caso di nostro decesso e di perdita del lavoro: ebbene questa voce deve essere inclusa nell’ISC.  E inclusa nel medesimo deve essere anche il premio, che viene chiesto a noi di pagare, per l’assicurazione contro incendio e scoppio sulla casa che acquistiamo e su cui viene effettuata l’ipoteca.
Tutte queste voci sono indicate in percentuali e suddivise per tutti gli anni in cui abbiamo deciso suddividere il nostro mutuo.

Gli interessi sul prefinanziamento.
C’è da sapere, inoltre, che per molte banche è necessario ottenere a garanzia l’ipoteca sull’immobile che state accingendovi a comprare. Quindi, in alcuni casi, le stesse attendono che il notaio abbia terminato tutta la procedura necessaria a rendere l’ipoteca effettiva prima di rendere disponibile la somma di denaro. In questo frattempo, però, viene reso disponibile un prefinanziamento utile a pagare chi vende l’immobile e a permettervi comunquel’acquisto; ma dovete sapere che su tale prefinanziamento gli istituti bancari praticano degli interessi che possono essere molto salati.
Quindi chiedete preventivamente a quanto ammonta la cifra che andrete eventualmente a pagare.

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Guida Aste Giudiziarie

Le aste sono convenienti perché in genere aggiudicano un immobile ad un prezzo minore rispetto a quanto potrebbe essere venduto generalmente o da un’agenzia.
Partecipare alle aste però, non è facile come sembra, spieghiamone i motivi.
Innanzitutto bisogna scegliere l’appartamento per il quale decidiamo di partecipare alla vendita con asta.
I primi consigli:
- andare a vedere la casa di persona e vedere lo stato abitativo (come già illustrato in modo esaustivo nelle pagine precedenti);
- anche per questo tipo di acquisto è bene fare una visura catastale per i carichi pendenti sull’immobile;
- assicurarsi che l’immobile, se derivato da sequestro per pignoramento, non sia abitato da eventuali inquilini/proprietari perché in tal caso può capitare, che non vogliono andare via di casa e si deve provvedere in modo coattivo al trasloco, tramite le forze dell’ordine.
Non è sempre così “tragico” l’acquisto tramite asta, questo ci teniamo a sottolinearlo, ma di certo bisogna guardare tantissime cose.

Considerando che la vendita con asta di qualsiasi bene mobile ed immobile viene effettuata in genere per sequestro o pignoramento del bene stesso, guardiamo insieme gli aspetti delle aste d’immobili per poterle capire meglio.


• Tipologie

Le tipologie di vendite giudiziarie sono 2:
- Vendite senza incanto;
- Vendite ad incanto.
Le prime si svolgono se si raggiunge un accordo e non vi sono opposizioni per la vendita e le seconde subentrano alle prime in caso in cui non si raggiunge un accordo per la vendita.
Spieghiamo qui di seguito cosa significa.
Vendite senza incanto: i partecipanti presentano un’offerta d’acquisto in busta chiusa presso la Cancelleria del tribunale dove si svolgerà l’asta. Questa offerta contiene il prezzo che si propone per l’immobile in vendita, il modo e i tempi di pagamento dello stesso e quanto più elementi utili alla valutazione da parte del giudice dell’offerta. A questo punto viene fissata l’udienza nella quale si apriranno tutte le buste contenenti le relative offerte e alla quale partecipano gli offerenti oltre ai creditori iscritti.
- Se il valore dell’immobile viene aumentato di un quinto in un’offerta, l’asta viene senza dubbio accolta.
- Se invece il valore è inferiore, uno dei creditori può opporsi oppure lo stesso giudice può ritenere che ci sono presupposti perché la vendita possa essere migliore, quindi passa alla vendita ad incanto.
- Se poi ci sono più offerte valide, viene indetta una gara tra offerenti prendendo come offerta minima di riferimento (base d’asta), il valore dell’offerta più alta.
- se invece l’asta non può svolgersi a causa della mancanza di partecipazioni all’offerta, è il giudice stesso a decidere se aggiudicare l’asta al miglior offerente o se passare all’incanto.
A conclusione della vendita senza incanto il giudice dispone con decreto, le modalità e la scadenza per il versamento della somma relativa all’offerta aggiudicatrice.


Vendite ad incanto: disposta a seguito della vendita senza incanto per i temi appena visti, la vendita ad incanto è la gara tra offerenti. Il prezzo base dell’asta e tutte le modalità di svolgimento della stessa sono affidate al giudice esecutore che stabilisce anche una data per esecuzione dell’asta e un termine di presentazione delle offerte. Le offerte devono arrivare alla Cancelleria in busta chiusa e non devono essere inferiori alla base d’asta o comunque alla migliore offerta proposta nella precedente vendita senza incanto, tutto comunque scritto nell’ordinanza di vendita.

Oltre a questo il giudice dispone la cauzione per partecipare all’asta e più avanti approfondiremo di cosa stiamo parlando nello specifico

Un’altra cosa nelle vendite ad incanto è che entro 10 giorni dopo l’aggiudicazione dell’asta, è possibile effettuare ulteriori offerte di acquisto. Tali offerte, per essere efficaci, devono superare di un quinto il prezzo raggiunto nell’incanto. Certo è, che anche per queste ulteriori offerte, se specificato, si deve mettere in busta l’assegno per la cauzione che è pari al doppio di quella richiesta per la prima asta.

A questa seconda asta, secondo la nuova legge, potranno partecipare anche gli offerenti del precedente incanto che abbiano integrato la cauzione. Il giudice poi visionerà tali “controproposte” è darà l’aggiudicazione dell’asta al miglior offerente.

• La cauzione:

per le vendite senza incanto si deve versare una cauzione obbligatoria per partecipare alla vendita, non inferiore al decimo del prezzo proposto dall’offerente stesso. Questa cauzione viene depositata presso la Cancelleria e se viene stabilito che deve essere versata solo tramite assegno circolare, lo stesso deve essere inserito nella busta nella quale si fa l’offerta.

Per le vendite ad incanto è il giudice a decidere la cauzione ma non deve essere superiore al decimo del prezzo base d’asta. In genere è il 5%. Viene sempre resa totalmente dopo la chiusura dell’incanto se l’offerente non diviene aggiudicatario del bene. Ricordiamo però che l’offerente deve partecipare all’asta o personalmente o con procuratore speciale oppure la cauzione viene resa solo dei nove decimi dell’intero.


La nuova normativa inoltre, prevede che l’avviso di vendita, venga pubblicato su appositi siti internet almeno 45 giorni prima della data dell’incanto o del termine per la presentazione delle offerte. Questo per dare modo di partecipazione a più offerenti rispetto ai soli professionisti del settore.


Teniamo a tranquillizzare chi volesse provare a partecipare ad un’asta che il giudice esecutore dispone un decreto sull’immobile espropriato e venduto in asta, sul quale viene cancellata ogni ipoteca o disposizione di pignoramento – detto anche effetto liberatorio o purgativo della vendita forzata immobiliare – e che quindi sull’immobile non gravano più pendenze giudiziarie.

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